CHE COS'È LA PSICOLOGIA SOCIALE
DEFINIZIONE E STORIA
NOI E GLI ALTRI, GLI ALTRI E NOI
La psicologia sociale studia i comportamenti degli individui nelle loro interazioni e l'influenza dei gruppi sociali verso il singolo. Il campo di studio è ampio, tanto da faticare ad individuarne i confini.
GLI ESORDI AMERICANI
Studiosi come Wundt, Le Bon, Tarde, Mc Dougall, Ross si avvicinarono già dal 19 secolo alla psicologia sociale, pur tenendo un'impronta troppo filosofica. Con l'influenza comportamentista però negli USA cominciarono a diffondersi manuali più precisi.
GLI SVILUPPI SPERIMENTALI
Le metodologie di ricerca di queste discipline sono molto raffinate e migliorano grazie al progresso tecnologico.
LA PSICOLOGIA DELLE FOLLE
LA FOLLA IRRAZIONALE
Durante l'epoca di proteste ci si chiese perché le folle manifestassero spesso comportamenti irrazionali, e la psicologia sociale cominciò ad occuparsi pure di questo.
LE BON
Studiò le caratteristiche delle folle per guidarle e controllarle. L'uomo nella folla assume comportamenti ISTINTIVI. Si da sfogo agli impulsi e ci si sente INVINCIBILI. Avviene anche una sorta di CONTAGIO MENTALE.
FREUD
Lui crede che per studiare le folle occorre prima comprendere il comportamento del singolo. Crede che questo comportamento individuale nelle folle sparisca. La PERSONALITÀ della MASSA prende il sopravvento e diventa OMOGENEA. Qui c'è potenza perché c'è ANONIMATO. Anche secondo lui sono impulsi liberati.
MASSA E FOLLA
La MASSA = collettività con omogeneità mentale
la FOLLA = insieme di persone presenti fisicamente
Il PUBBLICO = collettività di individui fisicamente separati ma simili perché imitano gli stessi modelli culturali. (Studiato da Trade).
IL SÉ E L'AMBIENTE
IL CONCETTO DI SÉ
Ognuno di noi forma la propria persona basandosi sull'autoriflessione e sul contatto con gli altri.
L'INTERAZIONE SOCIALE
Herbert Blumer, con l'interazione simbolica considera i processi di pensiero fondamentali per l'organizzazione di comportamenti. Si basa sul lavoro di Mead, e sulla sua idea che il sé si formi da processi di INTERAZIONE SOCIALE.
E IL SUO CARATTERE SIMBOLICO
L'uomo è un prodotto sociale. La base delle interazioni è il SIMBOLO, come il LINGUAGGIO. Il simbolo è il SIGNIFICATO. Oltre all'influenza degli altri l'ambiente è fondamentale l'AUTOINTERAZIONE.
LA FORMAZIONE DEL SÉ SECONDO MEAD (LINGUAGGI ESPRESSIVI)
Il linguaggio è l'elemento essenziale per la formazione e sviluppo del sé, e inizia a formarsi nel bambino per imitazione. Il linguaggio espressivo è però altrettanto fondamentale.
AUTOINTERAZIONE E GESTI
Per Mead il SÉ = struttura attiva rispetto all'ambiente e autointerazione. L'autointerazione e i gesti sono soggetti a INTERPRETAZIONE. Il sé è in continua evoluzione.
GLI STADI DELLO SVILUPPO DEL SÈ SECONDO MEAD
- PRERAPPRESENTAZIONE = il bambino imita il comportamento dell'adulto ma non è in grado di assumere altri ruoli.
- RAPPRESENTAZIONE = il bambino assume il ruolo dell'altro e vede sé stesso come gli altri lo vedono. Può avvenire attraverso:
- il gioco SEMPLICE = il bambino interpreta massimo due ruoli per volta
- il gioco ORGANIZZATO = il bambino assume un ruolo all'interno di un gruppo
L'INTERAZIONISMO SIMBOLICO A CONFRONTO CON ALTRI MODELLI
RELAZIONI INTERPERSONALI, LIBERTÁ E RESPONSABILITÁ DEI SOGGETTI
Il cognitivismo e comportamentismo studiano gli schemi dell'interazionismo e si distinguono.
- il paradigma COGNITIVISTA = sottolinea l'influenza dei processi cognitivi dell'individuo
- il paradigma COMPORTAMENTISTA = sottolinea l'influenza dell'ambiente e esperienza nell'individuo.
LO SVILUPPO DEL SE NELLA TEORIA DI SULLIVAN
L'IMMAGINE DINAMICA DI SE
Sullivan vede il sé come immagine che ognuno ha di se stesso che comincia a formarsi già dall'infanzia. É un'immagine che cambia nel tempo, soprattutto in base ai rapporti sociali e quindi gli altri, su che opinione hanno di noi.
IL SÉ NEL CONFRONTO SOCIALE
Il confronto sociale è un mezzo per ottenere informazioni su noi stessi. I giudizi sono soggetti a continue interpretazioni.
L'AUTOPRESENTAZIONE E AUTOCONSERVAZIONE
LO SCHEMA DI SE E LA SUA CONSERVAZIONE
L'autopresentazione è l'immagine che una persona dà di sé. A volte abbiamo comportamenti che non piacciono, vengono considerati sbagliati dall'individuo perché esce dai suoi schemi. A livello cognitivo ci sono processi di AUTOCONSERVAZIONE che tengono stabile la rappresentazione di sé.
SCHEMI SOCIALI E COPIONI
Gli schemi sociali semplificano la realtà. Tra questi troviamo i copioni, cioè schemi relativi ad eventi. Automonitoraggio e autoconsapevolezza sono fondamentali per le relazioni.
I DIVERSI SÉ NELLA TEORIA DI NEISSER
IL SÉ E LE INFLUENZE CHE LO DETERMINANO
Neisser, psicologo tedesco, sostiene l'esistenza di una molticiplità dei sé, derivante dalle diverse influenze alle quali siamo sottoposti. Egli ritiene fondamentale l'interazione dell'individuo con l'AMBIENTE. Neisser distingue diversi sé:
- Il SÉ ECOLOGICO = deriva dall'interazione con l'AMBIENTE FISICO. (Presente già dai 3 mesi).
- Il SÉ INTERPERSONALE = è il risultato delle interazioni con altre persone. Avviene tra i 2 e 4 anni, dove sviluppo anche una TEORIA DELLA MENTE.
- Il SÉ ESTESO = è basato sul ricordo dell'uomo della propria storia personale.
- Il SÉ PRIVATO = riguarda le emozioni personali.
- Il SÉ CONCETTUALE = è il contenitore degli altri quattro sé.
L'INTERAZIONE FRA INDIVIDUO E AMBIENTE NELLA TEORIA DEL CAMPO DI LEWIN
IL RUOLO CHIAVE DELLA RAPPRESENTAZIONE DEL MONDO
Kurt Lewin = padre della psicologia sociale moderna. Egli propose la TEORIA DEL CAMPO, secondo la quale la RAPPRESENTAZIONE DEL MONDO gioca un ruolo fondamentale nelle azioni degli esseri umani. A seguito del suo ruolo da soldato, ricavò la convinzione che il mondo attorno a sé può variare in funzione dei suoi bisogni e scopi interni.
LA REALTÁ PSICHICA COME SISTEMA DINAMICO
Con l'elaborazione della TEORIA DEL CAMPO, che descrive la realtà psichica in termini di un SISTEMA DINAMICO COMPRENSIVO DI PERSONA E AMBIENTE. Il CAMPO è l'insieme della totalità dei fatti. L'AMBIENTE è l'insieme di oggetti, persone, attività, con cui l'individuo è in rapporto in forma più o meno consapevole in un momento dato.
I TRATTI E L'AUTONOMIA FUNZIONALE DEI MOTIVI NELLA TEORIA DI ALLPORT
I TRATTI E I COMPORTAMENTI
Allport, psicologo statunitense, ha elaborato la TEORIA DELLA PERSONALITÀ mettendo al centro i TRATTI, cioè caratteristiche della personalità che rimangono stabili nel tempo. Allport individua tre diverse tipologie:
- I tratti cardinali = influenzano azioni individuali.
- I tratti centrali = emergono in diverse situazioni.
- Le disposizioni secondarie = emergono in diverse situazioni.
Allport riconosce l'importanza della SITUAZIONE in cui l'individuo si trova ad agire.
LE INTENZIONI E IL PROPRIO
La personalità è considerata una STRUTTURA DINAMICA, e le INTENZIONI svolgono un ruolo fondamentale. Egli analizza dunque l'atteggiamento verso il futuro.
L'ADATTABILITÀ DEI COMPORTAMENTI ALL'AMBIENTE
Un altro concetto fondamentale della teoria di Allport è l'AUTONOMIA FUNZIONALE DEI MOTIVI, cioè la teoria secondo la quale certi comportamenti si consolidano nel tempo per RAGIONI DIVERSE DA QUELLE CHE LI HANNO ORIGINATI.
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